Vi opereranno imprese attive nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie. Gli spazi saranno inaugurati nel luglio dell’anno prossimo.
Sono passati quasi tre mesi dalla posa della prima pietra del Parco dell’Innovazione con il recupero del capannone 18 delle ex Officine Reggiane di fianco al Tecnopolo. Siamo andati a vedere come procedono i lavori e che cosa resterà delle strutture originarie.
Le ex Officine Reggiane occupano 200mila metri quadrati di territorio. E’ come 60 volte piazza Prampolini. Alcune parti dell’azienda che fu il cuore del settore produttivo della città sono già state recuperate; altre si stanno rifacendo il look. Il capannone 18 sta rinascendo. “Saranno le 300 le persone che saranno qui a lavorare, più altrettante nel capannone 17″, spiega Luca Torri, amministratore delegato della Stu Reggiane”.
Oggi, dopo i lavori iniziati lo scorso settembre, le pareti di quelli che saranno i primi uffici sono già visibili. “Stiamo procedendo a scacchiera – spiega – lasciando a lato uno spazio libero per poter stoccare il materiale e procedere con le lavorazioni”, fa notare Daniela Allodi, dell’impresa di costruzioni Allodi.
All’interno del capannone 18 troveranno posto sicuramente 8 aziende di caratura nazionale ed internazionale. I lavori di recupero, su progetto dell’architetto Andrea Oliva, manterranno salde le colonne ferree erette ai primi del 900 e conserveranno alcune delle scritte lasciate sui muri dagli operai quando erano attive le Officine Reggiane. Sarà un parco dell’innovazione non solo tecnologico. “In questo momento siamo in grado di attirare anche imprese culturali”, aggiunge Torri.
Lo scorso settembre si disse che i lavori sarebbero terminati a luglio: ad oggi sono previsti ritardi? “I tempi previsti – chiosa Allodi – Saranno rispettati”.
05/12/2017