La messa in disponibilità un aiuto per gli enti locali

 

CONVEGNO   A PALAZZO SORAGNA UNA SERIE DI ESEMPI CONCRETI DI UTILIZZO

 Analizzato lo strumento di investimenti per pubblico e privato

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‹‹Lo strumento del partenariato pubblico-privato deve essere rafforzato da contributi che lo rendano economicamente sostenibile››.

Michela Allodi è chiara. Intervenendo al convegno sul contratto di ‹‹messa in disponibilità›› svoltosi martedì mattina a Palazzo Soragna, la vicepresidente del Settore edile dell’Unione Parmense degli industriali ha sottolineato potenzialità e criticità della partnership tra pubblico e privato.

Il contratto di ‹‹messa in disponibilità›› è uno strumento che consente agli enti locali, vittime di una progressiva e continua contrazione di risorse, di effettuare investimenti importanti con un esborso minimo di denaro. I privati infatti si impegnano a mettere a disposizione del pubblico un bene per erogare un servizio.

‹‹Si tratta di uno strumento molto interessante – ha dichiarato Michela Allodi – ma è opportuno che vadano esaminate attentamente tutte le potenzialità e le eventuali criticità connesse a questo tipo di contratto››.

Grazie agli interventi di Massimo Ricchi (componente della Struttura Tecnica di Missione presso il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti) e dell’amministrativista Carlo Masi – che si sono occupati degli aspetti peculiari e distintivi di tale procedura – questa forma di gara è stata esaminata sia dal punto di vista della procedura amministrativa degli enti locali sia da punto di vista economico-finanziario e contrattualistico, grazie all’intervento di Fabrizio Robbiano, della Delfino & Partners spa.

Marco Vignali, commercialista e assessore a Montechiarugolo e il professor Maurizio Olivieri, già assessore all’Ambiente a Montechiarugolo, hanno quindi illustrato le caratteristiche dello strumento attraverso l’esempio della gara di illuminazione di Montechiarugolo, la prima in Italia ad adottare questa procedura.

‹‹Le possibilità offerte dall’intervento privato – ha spiegato Maurizio Olivieri – quando si tratta di progetti con potenziale redditività o certa diminuzione delle spese, e che quindi non hanno effetto negativo sul patto, sono potenzialmente infinite››.

‹‹Con questo strumento – ha aggiunto – il privato può mettere in campo la sua professionalità e le sue modalità di approccio, senza che l’ente perda il controllo sulle opere e sulla loro gestione, ma anzi aumentando la propria consapevolezza e il livello dei servizi erogati››. 

 

19/11/2015

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