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il-mese-arte-femmina-del-costruireDonne, impreditrici edili in un mondo governato per lo più da maschi: le sorelle Allodi con tenacia e professionalità hanno portato avanti l'impresa di famiglia, fondata nei primi del Novecento.

Un'impresa edile centenaria, oggi a gestione tutta femminile, dove a dettare legge sono da sempre solidi valori familiari, attenzione al territorio e rispetto per l'ambiente.

Nata a Parma nei primi del '900, l'azienda Allodi è entrata nella storia del mercato delle costruzioni nazionale mettendo a frutto anni di esperienza e una buona dose di passione in un campo che, in barba alla crisi di questi anni, non cede mai il passo.

Cresciuta, mattone su mattone, grazie a un impegno corale, Allodi ha saputo tenere testa a periodi di grande difficoltà, ponendosi nel giro di mezzo secolo in prima linea nel campo dell'edilizia privata e pubblica: dalle scuole alle strutture ospedaliere, dalle strade agli impianti sportivi, dalle università alle basi militari, diventando, un punto di riferimento non solo per la nostra provincia, ma anche per diverse realtà del Centro Nord del paese.

Il cammino imprenditoriale è lungo e virtuoso: ha inizio nel 1906, quando, all'indomani della fondazione, il capostipite Giuseppe Allodi partecipa alla costruzione della chiesa di Marzolara a Calestano. Poi, sempre a Calestano, con la realizzazione della stazione dei tram e del ricovero delle vetture tranviarie. Un piede avanti all'altro e si arriva al 1934, l'anno della prima grande svolta generazionale: la piccola impresa familiare passa infatti nelle mani del figlio di Giuseppe, Aldo, che costituisce la società "Allodi Aldo Fu Giuseppe".

È un balzo in avanti più che naturale che rafforza ed espande la struttura grazie all'entrata in scena dei tre figli di Aldo, Emilio, Roberto e Corrado. Il gruppo cresce e nell'arco di un trentennio si mette in casa tutta una serie di importanti progetti. Altro giro di boa, gli anni 80': il momento è propizio e il mercato delle costruzioni fecondo. Allodi spicca il volo grazie al l'intraprendenza di Roberto, diventato amministratore unico, che riesce ad aggiudicarsi alcuni grandi appalti pubblici, tra cui la costruzione della base militare sull'isola di Sant'Andrea a Venezia.

Il 2000 inzia con una scossa a causa dell'improvvisa morte di Roberto. Ma il gruppo Allodi non perde terreno e il timone passa nelle mani delle figlie, Daniela, oggi presidente della società, e Michela, vicepresidente. Un cambio di scena improvviso a cui le due sorelle hanno però saputo far fronte con coraggio e dedizione entrando a gamba tesa in un settore ancora largamente maschile. La ricetta non è scontata.

Grazie al supporto familiare offerto dallo zio Pierluigi Gaiti, all'epoca braccio destro del padre, un'iniezione di impegno e l'aggiunta di quel pizzico di sensibilità femminile che non guasta mai, Daniela e Michela hanno tenuto il mercato, dimostrando che il mondo delle costruzioni è anche femmina. Nel Dna di Allodi c'è prima di tutto la città, "la terra d'origine" dove negli ultimi anni ha realizzato importanti progetti: dai complessi scolastici di via Toscana e Vicofertile all'asilo Acquerello fino alla residenza universitaria di Via Pasini. E ancora, i nuovi uffici del tribunale penale, l'ex clinica dermosifilopatica e le opere civili dell'Ospedale dei Bambini a Parma.